Il gruppo TIC di Ingegneria Senza Frontiere - Cagliari porta avanti da anni attività di trashware, recuperando e dando nuova vita a computer ormai dismessi e donandoli ad associazioni, persone in condizioni svantaggiate e bisognose.

Cosa è il trashware

Il trashware (= trash + hardware) è il recupero di computer dismessi (che sarebbero altrimenti destinati allo smaltimento o buttati in discarica), il loro ripristino funzionale (con l'utilizzo di Software Libero), ed il loro riutilizzo proficuo per scopi di prevalente utilità socio-culturale.

I computer recuperati sono utilizzati per scopi sociali e culturali, come la donazione ad associazioni, a privati bisognosi o il loro impiego in progetti di cooperazione.

Possiamo quindi definire trashware la “seconda vita” dei computer.

Perchè il trashware?

Gli obiettivi e le motivazioni del trashware sono molteplici.

Il primo è di ridurre il Digital Divide (Divario Digitale, detto anche DD), ovvero il divario esistente tra chi può accedere alle nuove tecnologie digitali

(Internet, personal computer, codifica digitale del sapere e della conoscenza) e chi no. Le cause del DD possono essere di natura economica (costi elevati, carenza di infrastrutture), politiche (mancanza o carenze nell'istruzione), culturali (limitazioni di accesso imposte da governi autoritari).

Il secondo è ridurre l'inquinamento da prodotti elettronici. Viviamo in una società con un forte bisogno di strumenti informatici che nel contempo getta enormi quantità di macchine (spesso perfettamente funzionanti) nella spazzatura: computer completamente funzionanti vengono dismessi ogni 3-4 anni dai privati e perfino ogni 12-18 mesi dalle aziende. Lo smaltimento tradizionale rilascia metalli pesanti altamente inquinanti (piombo, mercurio, cadmio, ecc); il recupero "chimico" ha dei costi elevatissimi, e solo il 10% dei materiali costituenti i computer può essere recuperato (oro, platino, palladio).

Il terzo è l'insostenibilità della "terza rivoluzione industriale". L'informazione non ha costo zero, se si considera quello energetico: un processore di ultima generazione consuma da solo quanto una vecchia lampadina a incandescenza, trasferire 2 MB di dati attraverso internet richiede l'energia paragonabile a quella generata da mezzo chilo di carbone, negli USA il 13% dell'energia elettrica è utilizzata per alimentare i computer ed il 70% di questa solo per applicazioni legate ad Internet. Molto spesso il progresso tecnologico è solamente marketing consumistico: l'uso medio di un computer (quello di oltre il 75% degli utenti) è leggere la posta, navigare su Internet, scrivere una lettera, cose che si facevano già benissimo 15 anni fa! Servono davvero un super-processore con 4GB di RAM, 1TB di HDD e una scheda video con 1GB VRAM?

Il quarto è la fede nel sapere libero e condiviso. E' ormai diffusa l'Informatica fidata (Trusted Computing, TC), sistemi tecnologici con cui i produttori di hardware, software e contenuti, con lo scopo dichiarato di aumentare la “sicurezza” delle tecnologie digitali, possono imporre agli utenti vincoli o limitazioni insormontabili nell'uso di tutti i dispositivi elettronici (pc, fotocamere, lettori multimediali, ricevitori TV e satellitari, telefoni cellulari, ecc...). Non per altro il TC è detto anche Treacherous Computing (ovvero: Informatica infida). I Digital Rights Management (DRM) sono sistemi tecnologici mediante i quali i titolari di diritti d'autore (e dei cosiddetti diritti connessi) possono esercitare ed amministrare tali diritti su materiali ed opere in formato digitale, “marchiandoli” in modo da rendere protetti, identificabili e tracciabili tutti i loro usi, anche in rete. Tra le possibili conseguenze vi è la fine della libera conoscenza e condivisione dei saperi, censura e controllo totale. Fine di Internet. Morte del Software Libero. Morte del Copyleft.

La filosofia del Trashware

La filosofia del trashware può essere riassunta in quattro punti:

ridurre il divario digitale attraverso l'impiego di hardware a basso costo e software con minori requisiti di funzionamento e senza costi di licenza consentendo una maggiore facilità di accesso;

salvaguardare l'ambiente grazie riduzione del quantitativo di rifiuti elettronici altamente inquinanti riutilizzandoli;

favorire il consumo critico della tecnologiautilizzo di risorse hardware e software adeguate alle reali necessità degli utenti, nel rispetto della “regola delle quattro R” (Ridurre, Riciclare, Riutilizzare, Riparare);

diffondere il sapere libero e condividere la conoscenza attraverso l'uso di Software Libero (licenze GNU/GPL) e di licenze Copyleft (libera copia) contrastando anche Trusted (Treacherous) Computing e Digital Rights (Restrictions) Management.

Il Trashware e il Software Libero

Tutto questo è realizzabile grazie all'utilizzo del Software Libero. Le due filosofie si sposano benissimo:

  • costi bassissimi o nulli per l'hardware, nessun costo per le licenze software, nessun costo di licenza per la documentazione e la manualistica;
  • riduzione dei rifiuti elettronici, grazie alla grande compatibilità del software libero con l'hardware “vecchio” che consente il recupero di pc altrimenti dismessi;
  • il riutilizzo proficuo di pc “vecchi”, grazie alla possibilità di ottimizzare il software libero piuttosto che acquistare pc nuovi solo per far “girare” nuovi software pesanti e con funzionalità inutili per la maggior parte degli utenti;
  • il Software Libero (licenze GNU/GPL) e le licenze Copyleft (libera copia) contribuiscono alla libera diffusione e la condivisione della conoscenza togliendo ogni “lucchetto” al progresso tecnologico ed allo sviluppo culturale.